Diego Ingrassia: «Il cuore nella mente? Ha una vita propria»

Diego Ingrassia, autore di Il cuore nella mente, intervistato al Leadership Forum si racconta e ci svela aneddoti sul suo libro.
1 Dicembre 2021

Di cosa parla il tuo libro?
Il cuore nella mente è un manuale che riassume le ultime ricerche nell’ambito delle competenze emotive e i miei primi quindici anni di esperienza nell’ambito dell’applicazione pratica nelle aziende. Ha tre obiettivi: il primo è quello di sapere che c’è un metodo scientifico per riconoscere le emozioni, che quindi ci danno informazioni che possiamo riconoscere in noi e negli altri, il secondo è il fatto che si possono utilizzare con delle strategie che ci permettono di raggiungere obiettivi in maniera più efficace. Poi sicuramente sfatare qualche mito della comunicazione non verbale.

Raccontaci un aneddoto sul libro.
La curiosità che mi viene in mente in realtà me l’hanno raccontata i miei lettori: mi hanno detto che Il cuore nella mente è un libro che ha una vita propria, perché ogni volta che lo leggono cambia contenuto, e scoprono sempre qualcosa di nuovo. Io non penso che sia esattamente così però penso che, leggendolo, acquisiamo una consapevolezza nuova che ci fa vedere le cose in maniera diversa.

Quali libri ci sono sul tuo comodino?
Innanzitutto, a questo proposito, va detto che sono un lettore seriale, ho proprio una patologia, addirittura compro libri che ho già comprato perché non mi ricordo di averli comprati. Sul mio comodino ci sono tre libri: il primo sicuramente è La pratica, di Seth Godin, edito da ROI Edizioni, il secondo invece è Altered Traits, di Richard Davidson, un autore che consiglio a tutti, e il terzo che ho attualmente sul comodino è il libro di una mia grande fan, Erica Poli, e si chiama Le emozioni che curano.

Con quale autore andresti a cena?
Sceglierei Dante Alighieri, perché penso che la Divina Commedia sia un’allegoria della vita dell’uomo, ed è interessante questa metafora: la nostra vita probabilmente non ha un inizio e non ha una fine certe ma sicuramente l’obiettivo è vivere il presente con maggior consapevolezza.

Cos’è per te la leadership?
Allora il leader è un modo di essere, nel senso che il leader è una persona molto coerente e consistente con quello che professa, con quello che fa, con i valori in cui crede e con quello che lui rappresenta rispetto a questi valori. Il leader lo riconosci giù dal palco. È interessante ascoltare quello che ti dicono gli altri quando lui non c’è: così riconosco se una persona è un leader oppure no.

Quale sarà il tuo prossimo libro?
Ho due progetti in testa in questo momento: il primo è un progetto per dare un seguito a Il cuore nella mente, ed è un progetto che lavora sulla valutazione delle competenze emotive rispetto alla valutazione della credibilità, che è un’applicazione delle competenze emotive. Il secondo progetto invece riguarda una metodologia che stiamo sperimentando da alcuni anni nell’ambito del coaching: spero che possa aiutare coach e le persone che si occupano di relazione d’aiuto ad essere più efficaci nel loro lavoro e ad aiutare meglio le persone che vengono da loro come partner di questo processo di cambiamento.

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