Scarpe gratis e zecche è il futuro che ci attende

A Palo Alto un istituto studia i probabili scenari dei prossimi decenni. E in un libro Jane McGonigal spiega con quali tecniche ciò avviene (vedi l'immaginazione) e quando si va a segno (vedi la pandemia)
24 Giugno 2022

A poche settimane dall’uscita del libro, pubblichiamo un estratto dell’articolo di Giuliano Aluffi per Il Venerdì di Repubblica su Immagina, di Jane McGonigal, la game designer e futurologa che insegna a prevedere il futuro inimmaginabile.

“È difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro», ironizzava Niels Bohr, Nobel per la fisica nel 1922. Eppure, cent’anni dopo, c’è qualcuno che della futurologia ha fatto una professione. Sono gli esperti dell’Institute for the Future di Palo Alto: producono previsioni per enti come il governo Usa o la Banca Mondiale, per i prossimi 10, 20, 30 anni su temi come il lavoro, l’innovazione nel cibo o nei costumi, la salute globale: nel 2010 hanno previsto, per il 2020, una pandemia che avrebbe ridotto tutti in mascherina, avrebbe causato ribellioni antivaccino e diffusione virale di fake news. Come fanno?

«Il metodo più efficace è la simulazione sociale: consiste nel connettere centinaia di persone tramite una piattaforma simile a Twitter e dire loro: “Immaginate di essere nel 2032 e scambiatevi messaggi su ciò che vedete e ciò che succede attorno a voi”» spiega la futurologa Jane McGonigal dell’Istituto californiano, autrice del saggio Immagina. Giochi, scenari e simulazioni per viaggiare nel tempo e prepararsi al futuro (Roi edizioni). «Dallo scambio di visioni dei singoli emergono scenari che nessun futurologo potrebbe figurarsi».

Un esempio è la possibile evoluzione della sindrome Alpha-Gal, un’allergia alla carne rossa che si scatena in seguito al morso di una zecca. «Negli Stati Uniti oggi abbiamo oltre 34 mila casi. Per il Cdc abbiamo predisposto alcuni scenari futuri: in uno di questi nel 2035 sono 250 milioni le persone colpite in tutto il mondo, per la prima pandemia da zecche. I cambiamenti in quel caso sarebbero enormi: il 25 per cento delle persone diventerà, per precauzione, vegana. E i sani eviteranno parchi e spiagge, mentre i proprietari di cani abbandoneranno i loro animali per non rischiare».

Sembra assurdo? «Ogni affermazione utile sul futuro all’inizio deve sembrare ridicola» spiega McGonigal.

Leggi l’articolo completo su Il Venerdì di Repubblica

Articoli correlati

Condividi

Resta aggiornato
Iscriviti alla newsletter

Ricevi notizie sulle nuove uscite e gli eventi della casa editrice, contenuti interessanti e promozioni