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La lezione ‘anti-fragile’ di Alex: “Così anche il fallimento ci insegna a vincere”

'Oltre', il nuovo libro dell'ultramaratoneta Bellini: un viaggio attraverso fatica, motivazioni, fragilità e affetti. Intervista a la Repubblica
16 Novembre 2018
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Il quotidiano la Repubblica pubblica un’intervista ad Alex Bellini in occasione dell’uscita del suo libro Oltre. Ecco di seguito una parte dell’intervista di Carmelo Leo.

“Eccellere è una decisione”, nello sport come nella vita. E’ da questa premessa che parte ‘Oltre’ (ROI Edizioni), il nuovo libro di Alex Bellini, esploratore e ultrarunner valtellinese famoso per le sue avventure ai limiti della sopravvivenza. Specializzato in eroiche traversate in solitaria, come quella del ghiacciaio Vatnajökullo come quella che nel 2008 lo portò a percorrere in 294 giorni e con una barca a remi l’Oceano Pacifico dal Perù all’Australia (18mila chilometri), Bellini si è anche perfezionato come speaker motivazionale e mental coach. E proprio da quella che è diventata ormai una professione è scaturito il suo quarto libro, il primo dedicato alla preparazione mentale dell’atleta.

“Quando ci alleniamo – racconta Alex, trasferitosi in Inghilterra sei anni fa – diamo molto valore all’aspetto tecnico e alla preparazione dei materiali, ma sottovalutiamo o ignoriamo la componente mentale. Invece è altrettanto importante capire cosa succede nella nostra mente quando gareggiamo. Le interferenze, interne ed esterne, giocano un ruolo fondamentale sull’esito della prestazione”. Accanto ad abilità e preparazione atletica, dunque, è essenziale allenare anche motivazioni, fiducia e concentrazione. E allo stesso tempo imparare a controllare emotività, aspettative ed eccessivi perfezionismi. Una lezione che Bellini ha imparato in quasi vent’anni di maratone, traversate oceaniche e avventure in contesti inospitali, dal deserto del Sahara ai laghi.

Perdita di motivazione. Secondo Bellini, oggi l’uomo si sta sempre più indebolendo mentalmente: “Vogliamo soddisfare i nostri istinti – spiega – nel modo più immediato possibile. Non c’è più la volontà di impegnarsi per raggiungere un obiettivo distante mesi o anni”. Ce ne accorgiamo anche nella vita di tutti i giorni. “Basti pensare – continua l’esploratore – a chi si iscrive in palestra o inizia una dieta e dopo solo un mese lascia perché non vede risultati. Non abbiamo più tempo e pazienza, ma siamo avidi di risultati”.

L’atleta anti-fragile. Partendo dai racconti delle sue esperienze estreme e da aneddoti legati a volti noti dello sport, Bellini dà consigli su come far scattare il meccanismo mentale che massimizza la performance. L’atleta anti-fragile è preparato infatti ad affrontare il caos, il disturbo imprevisto. Anzi, ne emerge con più forza. Definire obiettivi a medio termine, verificare regolarmente i propri progressi, gestire le interferenze legate all’ambiente in cui si gareggia, inventare esercizi che aiutino a smaltire l’ansia pre-gara (si pensi a Valentino Rossi, che si inginocchia accanto alla sua moto prima di ogni Gp): sono tutti modi per sviluppare l’anti-fragilità. 

La fatica. Un altro strumento a disposizione dell’atleta è l’auto-dialogo. “Il nostro cervello – afferma l’avventuriero – crede profondamente in ciò che gli diciamo. Spesso però il nostro auto-dialogo è negativo. Per questo bisogna allenarlo. Henry Ford diceva: ‘Che tu creda di farcela o no, avrai comunque ragione’ “. L’auto-dialogo serve ad esempio a gestire la fatica. Bellini, a questo proposito, sposa il modello psicobiologico ideato dal ricercatore italiano Samuele Marcora: “Se prendi una persona che ha appena compiuto una prova massimale – dice – questa non dovrebbe poter più sviluppare nessuna energia per fare sforzi. Eppure, secondo le ricerche del professore, questo non succede mai: c’è sempre una piccola riserva di energia. Allora perché le persone si fermano nelle maratone? E’ qui che subentra la motivazione”.

Continua a leggere l’intervista ad Alex Bellini sul sito de la Repubblica

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