Annie Murphy Paul

Il pensiero oltre i limiti del cervello

Annie Murphy Paul spiega il funzionamento della nostra mente con una nuova analogia: il cervello-gazza. Un modo radicalmente nuovo e necessario di considerare il pensiero, come qualcosa che esce dai limiti del cervello e che si arricchisce attraverso il rapporto col mondo.
La mente estesa, Annie Murphy Paul
Pagine: 414
ISBN: 9788836200993 Categoria
Data di pubblicazione: 28/04/2022
TRADUZIONE: Massimo Simone e Raffaella Voi

Il libro

L'autore

I fondamenti storici, culturali e psicologici che riguardano le nostre ipotesi sulla mente – ovvero, che le proprietà che la caratterizzano siano individuali, intrinseche e prontamente classificabili in termini di qualità – garantiscono loro la possibilità di avere un potente impatto. Tali presupposti hanno profondamente plasmato le nostre opinioni in merito alla natura dell’attività mentale, alle strategie di sviluppo dell’istruzione e del lavoro, al valore che attribuiamo a noi stessi e agli altri. È quindi sorprendente dover contemplare che l’intero insieme di presupposti e conseguenze potrebbe essere stato mal concepito. Per cogliere la natura di questo errore, dobbiamo prendere in considerazione un’altra metafora.

La mattina del 18 aprile 2019, in una parte della città di Seoul, capitale della Corea del Sud, i monitor dei computer si sono improvvisamente oscurati. Nella metropoli, che si estende per oltre 600 km2 e nella quale vivono circa dieci milioni di persone, si sono spente le luci nelle scuole e negli uffici. Si sono spenti i semafori, agli incroci stradali, e i treni elettrici hanno rallentato, fino a fermarsi. La causa del blackout era ascrivibile a una causa di ridotta entità, ma i suoi effetti sono stati ingenti: l’interruzione della corrente era stata prodotta dalle gazze, gli uccelli dalle piume bianche e nere che costruiscono il nido sui tralicci e le torri di trasmissione della corrente elettrica. Le gazze, che fanno parte della famiglia dei corvidi, la quale comprende anche corvi, ghiandaie e cornacchie, sono famose per il fatto di costruire il nido con tutto ciò che è disponibile nell’ambiente.

È stato osservato che questi uccelli sono in grado di utilizzare una sorprendente varietà di materiali: non solo ramoscelli, spago e muschio, ma anche filo interdentale, lenze e rafia plastica colorata; bacchette, cucchiai e cannucce; lacci per le scarpe, montature per occhiali e porte per giocare a croquet. Nel corso delle Dust Bowl, le tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti durante gli anni Trenta del secolo scorso e che distrussero la vegetazione in enormi zone della parte occidente del subcontinente nordamericano, i cugini corvidi delle gazze costruirono i nidi con il filo spinato.

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