Homepage » L’arancia Tropicana
Marie Forleo
Mia mamma è una di quelle persone sempre indaffarate. Quando ero piccola, sapevo che l’avrei trovata da qualche parte, in casa o in giardino, impegnata in qualche attività mentre ascoltava, in sottofondo, il suono metallico che proveniva dall’arancia Tropicana.
Pagine: 
304
ISBN: 
9788885493926
Pubblicato: 
20/05/2020

Il libro

L'autore

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Mia madre ha la tenacia di un bulldog, assomiglia a June Cleaver e impreca come un camionista. È figlia di due genitori alcolisti che vivevano nelle case popolari di Newark, nel New Jersey. Ha imparato, per necessità, ad amministrare il poco denaro che aveva a disposizione ed è una delle persone più intraprendenti e industriose che abbia mai incontrato. Una volta mi ha confessato che di rado si sentiva apprezzata, amata o bella, ma teneva fede alla promessa fatta a se stessa che, non appena sarebbe stata grande abbastanza, si sarebbe costruita una vita migliore. Ricordo che, quando ero piccola, la domenica sfogliavamo insieme il giornale in cerca dei coupon e dei buoni omaggio. Mi ha insegnato tutti i modi possibili e immaginabili di risparmiare. Mi ha spiegato anche come prestare attenzione ai premi regalo dalle aziende a chi raccoglie e spedisce le “prove d’acquisto”. Uno dei premi più preziosi conquistati da mia madre era una piccola radio a transistor ricevuta in omaggio dalla ditta che produce i succhi d’arancia Tropicana. Le dimensioni, il colore e la forma della radio erano proprio quelle di un’arancia, con una cannuccia a strisce rosse e bianche, su un lato, che faceva da antenna. Come amava quella radio portatile.

Mia mamma è una di quelle persone sempre indaffarate. Quando ero piccola, sapevo che l’avrei trovata da qualche parte, in casa o in giardino, impegnata in qualche attività mentre ascoltava, in sottofondo, il suono metallico che proveniva dall’arancia Tropicana. Un giorno, tornando da scuola, ho sentito in lontananza la radio accesa. Quando mi sono avvicinata alla casa, mi sono accorta che il suono proveniva dall’alto. Ho alzato lo sguardo e ho visto mia madre appollaiata sul tetto della nostra abitazione a due piani. “Mammaaa! Va tutto bene? Che cosa fai lì sopra?!” “Tutto bene, Ree” mi ha gridato in risposta. “C’era un’infiltrazione dal tetto ma, quando ho chiamato il muratore, mi ha detto che ripararlo mi sarebbe costato almeno cinquecento dollari, se non di più. Roba da pazzi! Mi sono ricordata che nel garage c’era un po’ di asfalto avanzato e ho pensato che ci sarebbero voluti solo un paio di minuti per sistemare il tetto.” Un’altra volta, tornando da scuola, ho sentito la radio gracchiare sul retro della casa. Mamma era nel bagno, attorniata da piastrelle e tubature scoperte. Minuscole particelle di polvere riempivano l’aria. “Mamma, che cosa succede?!” “Oh, sto rifacendo il bagno” mi ha risposto. “Ho visto qualche crepa e non volevo che si riempisse tutto di muffa.” Dovete sapere che mia madre ha frequentato solo le scuole superiori e questi episodi accadevano negli anni Ottanta, prima di Internet, YouTube e Google. Non sapevo mai dove l’avrei trovata o che cosa stesse facendo, ma tutto ciò che dovevo fare era seguire il gracchiare della radio.

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