Emily Heyward
A volte il naming richiede settimane e settimane di proposte scartate, ma nell’istante in cui sentimmo quella risposta, fu chiaro a tutti che il nome doveva essere Allbirds.
ROI EDIZIONI EMILY HEYWARD, Adoro!
Pagine: 240
ISBN: 9788836200085 Categoria
Data di pubblicazione: 22/07/2020
TRADUZIONE: Micaela Uzzielli

Il libro

L'autore

1. La mission di trasformare l’industria calzaturiera focalizzandosi sui materiali sostenibili

Tale mission era il fulcro della ragion d’essere del brand e costituiva una parte fondamentale della storia. Eppure tutti concordavamo sul fatto che il brand non avrebbe mai avuto la portata e l’impatto ai quali ambiva se fosse stato semplicemente posizionato come produttore di “sneaker ecologiche”. Ci sarebbe stato un piccolo sottogruppo di persone abbastanza interessate all’ambiente da acquistare una scarpa solo per quel motivo, e la cosa si sarebbe fermata lì. Per raggiungere un pubblico più ampio, Allbirds doveva raccontare una storia emotivamente correlata alla vita delle persone e non solo al loro desiderio di fare del bene. È vero che le persone si preoccupano sempre più dell’impatto sociale e ambientale di un brand e sono attratte da brand che si comportano bene nei confronti del mondo. Oggigiorno, moltissimi brand cercano di avere successo comportandosi bene, sia nella scelta dei materiali che utilizzano, sia applicando il modello filantropico “compri uno, doni uno” inventato dalla Toms Shoes, sia impegnandosi per una causa. Mi auguro che i brand che si affacciano oggi sul mercato capiscano che non possono sostenere solo a parole la responsabilità sociale d’impresa: i consumatori sono diventati troppo svegli per cascarci, e hanno imparato a non farsi ingannare dai ciarlatani.

2. La scarpa in sé

Se le calzature Allbirds non fossero fantastiche, non ci sarebbe “magia del brand” in grado di rimediare. Le scarpe sono state progettate tenendo presenti due principi fondamentali. Il primo era il minimalismo, un antidoto alle sneaker iper-griffate, coperte di loghi, sgargianti e vistose, veri e propri mini-cartelloni pubblicitari che vi mettete ai piedi. I cofondatori dell’azienda volevano delle calzature progettate per essere versatili: grazie a un design minimalista, potete indossarle per andare in palestra, al lavoro e per uscire a cena, sono scarpe che si adattano a tutti questi contesti. L’obiettivo era quello di creare calzature che vi consentano di partire per un viaggio infilandone un solo paio in valigia. E il secondo principio era il comfort. So cosa state pensando ora. Le sneaker non sono tutte progettate per essere comode?

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