Pagine: 256
ISBN: 9788836201099 Categoria
Data di pubblicazione: 25/05/2022
TRADUZIONE: Paolo Lucca
PREFAZIONE: Riccardo Scandellari

Il libro

L'autore

Tra gli edifici di mattoni e i vecchi negozi che si affacciano su St. Mark’s Place, nei pressi del Tompkins Square Park di New York, potrete notare un piccolo ristorante, indicato da una grande insegna rossa a forma di hot dog sopra il quale, a mo’ di guarnizione di senape, campeggia la scritta Eat Me. Vi basterà scendere qualche gradino e vi ritroverete in un’autentica tavola calda, uno di quei vecchi locali un po’ appartati dov’è possibile gustare un ottimo hot dog. Sulle lunghe tavolate è disposto ogni genere di salsa e condimento, si può scegliere fra una varietà di videogiochi arcade e, naturalmente, ordinare da un menu strepitoso. La carta offre diciassette tipi diversi di hot dog, ogni genere di würstel che riuscireste a immaginare. Il “Good Morning” è un salsicciotto avvolto nella pancetta, ricoperto di formaggio fuso e completato da un uovo all’occhio di bue; lo “Tsunami” è servito con salsa teriyaki, ananas e cipollotti. I puristi, ovviamente, possono ordinare il “New Yorker”, il classico würstel di manzo grigliato.

Ma provate a guardare oltre le tovaglie di percalle e gli hipster seduti a godersi i loro hot dog. Vedete quella vecchia cabina del telefono nascosta nell’angolo? Non sembra una di quelle in cui Clark Kent entra per trasformarsi in Superman? Avanti, dateci una sbirciatina. Appeso all’interno della cabina vedrete un vecchio telefono a disco, di quelli con i fori. Per cominciare, mettete il dito nel foro corrispondente al numero 2 (abc), ruotate in senso orario finché il disco si ferma, poi rilasciatelo e avvicinate il ricevitore all’orecchio. Sorpresa! Una voce vi risponderà, chiedendovi: “Avete prenotato?” Proprio così: “Avete prenotato?” Ovviamente no. E perché avreste dovuto farlo? Una cabina telefonica nascosta in un angolo di una tavola calda? Ma, a quanto pare, oggi è il vostro giorno fortunato: possono ricevervi lo stesso. Improvvisamente il retro della cabina si apre – un passaggio segreto! – e vi ritrovate all’interno di un bar “clandestino” il cui nome, pensate un po’, è Please Don’t Tell (“Per favore non ditelo in giro”).

Nel 1999, Brian Shebairo e il suo amico d’infanzia Chris Antista decisero di lanciarsi nel mercato degli hot dog. I due erano cresciuti nel New Jersey, dove avevano frequentato locali famosi come il Rutt’s Hut e il Johnny & Hanges, e intendevano portare la medesima esperienza anche a New York. Dopo due anni di “ricerca e sviluppo”, passati in sella alle loro motociclette su e giù per la East Coast alla ricerca dei migliori hot dog, Brian e Chris si sentivano pronti. Il 6 ottobre 2001 aprirono Crif Dogs, nell’East Village. Il nome derivava dal suono uscito dalla bocca di Brian una volta che, mentre masticava un hot dog, aveva cercato di pronunciare il nome di Chris. Il locale ebbe un successo strepitoso e ricevette il premio per il miglior hot dog da numerose riviste specializzate. Tuttavia, con il passare degli anni Brian cominciò a sentire il bisogno di una nuova sfida.

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