Pasquale Gravina
Libertà
Tutto ciò che genera dai numeri è calcolo, tutto il resto è costruzione arbitraria
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Capitolo numero tredici. L’ho sempre considerato, per condizionamento sociale, un numero porta fortuna in contrapposizione al diciassette considerato invece un menagramo. Sai com’è la vita: sorprendente; è il suo bello se no sarebbe una prevedibile sequenza di eventi. Uno dei dolori più grandi della mia vita l’ho vissuto un giorno 13, una delle gioie più grandi un 17. La scaramanzia, presente in molte culture e di conseguenza nello sport, è una fantastica stronzata. I numeri sono numeri, ovvero convenzioni umane. Tutto ciò che genera dai numeri è calcolo, tutto il resto è costruzione arbitraria. Mi rivolgo in particolare a te che hai fatto dello sport la tua vita, sognando un giorno di arrivare in cima alla vetta e vincere quel titolo che hai inseguito per anni. Conosco la fatica che ci vuole per allenarti quando non ne hai più, per mitigare i dubbi e le difficoltà che incontri, per collaborare con persone che a volte non ti piacciono, per rialzarti dopo un infortunio, per superare una sconfitta dolorosa, per sopportare le critiche a volte gratuitamente feroci, per decidere cosa fare della tua vita. A volte ti faranno credere che non sei all’altezza della sfida. Lo sei.
A volte ti faranno credere che vali per quanto sei popolare. Balle. A volte ti faranno credere che hai dato tutto e che hai raggiunto il tuo limite. È il loro, non il tuo, solo tu lo conosci. Vai avanti, rialzati, impara, soffri e vola. I libri di selfhelp sono utili solo se li applichi alla tua vita. Devi trasferire l’esperienza degli altri alla tua unicità. Tu sei la tua migliore possibilità di selfhelp. Quando all’inizio ho parlato di motivazione ho anticipato l’esistenza di un grande rischio, se l’unica motivazione è il denaro: il doping. Nella ricerca del risultato, infatti, esistono anche ammalianti scorciatoie. Il doping non è una deviazione della scienza a supporto di coach e atleti disonesti. È cultura. Rispecchia i valori di una società, in particolare quelli del successo. Cos’è il successo sportivo? Qualcosa che non assomiglia quasi in niente a ciò che è stato in passato. L’onore, la gloria, la ricchezza, la risonanza, la popolarità che sono oggi legati al successo non hanno precedenti. L’immagine dell’atleta di successo è dominante, celebra l’edonismo e solletica sempre più l’immaginario collettivo.
L’idea dell’uomo e della donna fisicamente perfetti viene costantemente alimentata dai media e l’associazione allo sportivo elitario è automatica. Ci sono diversi esempi di sportivi che diventano star anche senza vincere nulla, per il solo fatto di possedere il dono della bellezza fisica. Cosa vuol dire dunque per uno sportivo avere successo? Denaro, fama, eternità. Le sponsorizzazioni hanno portato grandi cambiamenti positivi nel mondo dello sport e, restando fedeli ai loro comprensibili fini commerciali, le aziende sanno che venderanno di più se assoceranno il loro prodotto o servizio a un modello vincente. Pertanto si legano e slegano alla figura di un atleta con la stessa velocità con cui quest’ultimo vince o perde un appuntamento importante. Questo criterio genera un’enorme pressione sull’evento, perché i protagonisti sanno già a priori che solo primeggiando potranno attirare su di sé l’attenzione e la conseguente macchina organizzativa che consentirà di avere visibilità e denaro. Gli sportivi sono utilizzati in tutti gli spazi della comunicazione e diventano inevitabilmente un riferimento, spesso senza avere la piena consapevolezza di ciò che significa.
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