Emanuela Apicella

Genitori e famiglie nella cura dei disturbi alimentari

Quando un disturbo alimentare entra nella vita di una famiglia, la tavola può trasformarsi in un campo di tensione e silenzi. Emanuela Apicella dà voce ai giovani che vivono questi disturbi e ai loro. familiari, intrecciando sguardo clinico e storie autentiche. Ne emerge un racconto fatto di fragilità, ascolto e relazioni che cercano nuovi equilibri. Un libro che offre uno spazio di comprensione e un percorso per affrontare insieme la complessità del disturbo.

Tempo di lettura: 4 minuti

Immaginate una stanza abbastanza grande da contenere comodamente dieci-quindici persone. Le sedie sono disposte in cerchio, nessuno si conosce ma tutti sono accomunati dall’essere madri e padri di ragazze e ragazzi affetti da un disturbo alimentare. Al primo incontro ci si presenta timidamente, qualcuno dice solo il suo nome, altri invece si soffermano già sulla figlia o sul figlio, accennando brevemente al motivo per cui sono lì.
Una donna dice: “Sono qui perché… è saltato il banco!”
Il filo rosso che fino ad allora si era solo intuito diventa visibile. Tutti riconoscono in quella frase un’esperienza comune: la sensazione che il gioco si sia rotto, che le regole note non valgano più, che la vita familiare sia precipitata in un terreno sconosciuto.
Avere a che fare con un disturbo alimentare, per chi lo vive in prima persona e per chi lo attraversa come familiare, può assomigliare, in effetti, al sedersi al tavolo di un casinò. All’inizio pensi di avere il controllo, che le regole siano chiare e che basti un po’di attenzione per non farti travolgere. Ma a un certo punto, senza quasi accorgertene, la partita prende una piega diversa: il banco inizia a vincere sempre, e tu continui a giocare sperando in un colpo di fortuna. Poi, all’improvviso, succede qualcosa: il banco salta. Nel linguaggio del gioco, significa che il sistema che governa la partita si interrompe, e tutti (giocatori, spettatori, croupier) restano sospesi.

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La tavola bandita, Emanuela Apicella
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